Se dovete sponsorizzare un evento oppure semplicemente mettere in vendita un oggetto la migliore scelta è quella di lanciare la notizia sul web. Un’operazione molto semplice, infatti, potrete usare anche il famoso social network di Facebook. Per essere interessante e, soprattutto, presa in considerazione, il messaggio deve avere un certo stile. Armatevi di Photoshop, o di un altro programma del genere, per dare vita ad un perfetto volantino da condividere sul web. In seguito, dovrete postarlo on line e cominciare a mandarlo in giro. Operazione decisamente lunga, non credete? Oggi vogliamo presentarvi un servizio che vi consentirà in pochissimi click di dare vita ad un perfetto volantino da condividere.


Si tratta del sito web Tackk che vi consente di dare vita ad un messaggio personalizzato davvero in poco tempo.
Arrivando sulla home page del servizio sarete già pronti per la creazione, infatti, basterà scegliere il tema giusto (dalla colonna a sinistra) e cliccare sulle sezioni apposite per aggiungere un’immagine oppure del testo. Questi spazi sono già riempiti da figure/testi segnaposto che vi faranno capire non solo dove bisogna selezionare, ma vi permetteranno di avere una prima impressione del risultato finale.
Oltre a riempire il volantino con i contenuti giusti, potrete anche cambiare il resto della pagina. Tackk vi consente di scegliere il colore di sfondo, il background, impostare il tipo di angoli (arrotondati o squadrati) e, infine, perfino il tipo di font. Non solo l’aspetto estetico del volantino potrà essere modificato, ma avrete la possibilità di inserire alcuni elementi davvero fondamentali, come ad esempio una mappa. Quest’ultima potrebbe servire soprattutto se il volantino riguarda un evento oppure un’inaugurazione di un locale.

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Amazon presenta i nuovi Kindle Paperwhite e Fire HD


Amazon presenta i nuovi Kindle Paperwhite e Fire HD

 
@naqern (Andrea Guida)
7 settembre 2012
6 commenti
Pratiche SIAE, studio grafico, richiedi un preventivo online.

Amazon ha rinnovato la line-up di Kindle presentando due nuovi modelli del device progettati per dar del filo da torcere a Nexus 7 e tutti gli altri tablet della fascia più economica. Prima di vedere in dettaglio le novità di Kindle HD e Kindle Paperwhite – questi i nomi dei due nuovi gioiellini sfornati da Jeff Bezos e soci – però vediamo come si compone la gamma dei Kindle dopo questa nuova trasformazione.


Sopravvive il Kindle classico (69$) che ha appena subito un interessante aggiornamento software e giova di un price cut di dieci dollari, mentre un gradino più sopra spunta il nuovo Kindle Paperwhite di cui parleremo fra una manciata di pixel, nelle versioni Wi-Fi (119$) e 3G (179$). Nel campo dei tablet, invece, si può scegliere fra la nuova versione del Kindle Fire con RAM raddoppiata (159$) e tre varianti del nuovo Kindle Fire HD: quella da 7 pollici (199$), quella da 8,9 pollici (299 dollari) e quella da 8,9 pollici con supporto 4G (499 dollari). Ed ora veniamo al dunque.

Kindle Paperwhite





Si tratta di una versione potenziata del Kindle originale equipaggiata con un display touch-screen capacitivo retroilluminato che consente la lettura anche al buio. Secondo i numeri snocciolati da Amazon, ha il 62% di pixel in più ed un contrasto aumentato del 25% rispetto al modello base. È spesso 9.1 mm, pesa 212 grammi ed ha un’autonomia di 8 settimane con retroilluminazione attivata sul display. Sarà disponibile negli USA dal 1 ottobre.

Kindle HD


Disponibile nelle taglie da 7” ed 8,9”, si tratta di un tablet Android (con una versione ben rivisitata dell’OS) caratterizzato dalla presenza di un display IPS da 1280×800 o 1920×1200 pixel, un processore OMAP 4460 dual-core da 1.2GHz, Audio Dolby con altoparlanti stereo, strage di 16/32 GB ed un’autonomia che dovrebbe raggiungere le 10 ore. Misura 19,3 cm x 13,7 cm x 1,03 cm per 395 grammi (nella versione base da 7”) e dispone di webcam HD frontale, HDMI, Bluetooth e doppia antenna Wi-Fi da 5GHz. La versione da 7 pollici è disponibile per i preordini anche in Italia, le prime consegne saranno effettuate a partire dal 25 ottobre.
Allora, che ve ne pare? Ci farete un pensierino?

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Apple è al lavoro su un suo servizio di streaming musicale?


Apple è al lavoro su un suo servizio di streaming musicale?

 
@Bugeisha (Martina Oliva)
7 settembre 2012
0 commenti
per 1 Anno. Internet Banking, Conto e Carta Ricaricabile. Provala Ora!
Apple piattaforma radiofonica
Apple, stando a quelle che sono le ultime indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, sarebbe al lavoro, già da qualche tempo a questa parte, per la realizzazione di un servizio simil Pandora o Spotify, ovvero una piattaforma radiofonica basata sui gusti musicali degli utenti, permettendo quindi lo streaming musicale ed offrendo un’ulteriore ed interessante alternativa all’oramai tipica formula di download in acquisto eseguibile mediante iTunes.
La nuova presunta proposta di Apple, inoltre, dovrebbe essere integrata direttamente all’interno di iTunes e non andrebbe a configurarsi come un servizio a parte risultando disponibile per tutti i device della mela morsicata ma anche per tutti i PC basati su sistema operativo Windows.
Sempre attenendosi a quanto ripostato dal Wall Street Journal la piattaforma di straming radiofonico non dovrebbe fare la sua comparsa su device basati su Android.


Apple è al lavoro su un suo servizio di streaming musicale?

 
@Bugeisha (Martina Oliva)
7 settembre 2012
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Apple piattaforma radiofonica
Apple, stando a quelle che sono le ultime indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, sarebbe al lavoro, già da qualche tempo a questa parte, per la realizzazione di un servizio simil Pandora o Spotify, ovvero una piattaforma radiofonica basata sui gusti musicali degli utenti, permettendo quindi lo streaming musicale ed offrendo un’ulteriore ed interessante alternativa all’oramai tipica formula di download in acquisto eseguibile mediante iTunes.
La nuova presunta proposta di Apple, inoltre, dovrebbe essere integrata direttamente all’interno di iTunes e non andrebbe a configurarsi come un servizio a parte risultando disponibile per tutti i device della mela morsicata ma anche per tutti i PC basati su sistema operativo Windows.
Sempre attenendosi a quanto ripostato dal Wall Street Journal la piattaforma di straming radiofonico non dovrebbe fare la sua comparsa su device basati su Android.

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Stando sempre alle indiscrezioni, Cupertino, allo stato attuale delle cose, avrebbe già in programma tutta una serie di apposite mosse da attuare onde evitare che il nuovo servizio finisca in una fase di stallo analoga a quella con la quale si è ritrovata a dover fare i conti Pandora.
Apple mirerebbe infatti ad ottenere accordi di licenza meno rigidi con le varie major coinvolte cercando inoltre di evitare il pagamento di eventuali quote imposte dal governo federale degli Stati Uniti.
Le trattative per la realizzazione del servizio in questione pare siano state già avviate da diverso tempo a questa parte ma, in ogni caso, sempre secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal, al lancio vero e proprio del servizio dovrebbero volerci ancora diversi mesi.
Photo Credits | Flickr

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Windows 8, torna la Ballot Screen dei browser






 Come molti di voi ben ricorderanno, a luglio vi riportammo la notizia secondo cui Microsoft era finita nuovamente nel mirino dell’antitrust europeo per non aver inserito la ballot screen in Windows 7. Nella circostanza, il colosso di Redmond si difese sostenendo che la schermata per la selezione dei browser non era stata introdotta nelle ultime versioni del sistema operativo per problemi tecnici, promettendo dunque una rapida soluzione del problema. Ebbene, ora la “pezza” è arrivata: la ballot screen è stata reinserita nel circuito degli Update ed ora fa bella mostra di sé anche su Windows 8.


Se siete utenti di Windows 8 RTM, fra gli aggiornamenti di Windows Update vi comparirà KB976002, una patch – per il momento facoltativa – che farà tornare sul vostro desktop la tanto chiacchierata ballot screen di Windows che tutti noi credevamo di averci lasciato alle spalle qualche anno fa.
La schermata per la selezione dei browser è riservata agli utenti europei ed include tutti i principali navigatori Web: Firefox, Chrome, Internet Explorer, Opera e Maxthon. Manca all’appello Safari che ha abbandonato la piattaforma Microsoft – forse solo momentaneamente, forse per sempre – per dare il meglio di sé in ambiente Mac.



Una volta effettuata la scelta del browser, si viene reindirizzati sul sito ufficiale di quest’ultimo per scaricarlo ed installarlo sul PC. Naturalmente, se si sceglie di usare un programma già presente sul PC, non c’è bisogno di riscaricarlo e reinstallarlo.
Che altro dire? Voi sentivate la mancanza di questa Ballot Screen? Noi onestamente no e, a dirla tutta, ci sembra anche uno strumento anacronistico in un’epoca in cui Chrome batte IE secondo diverse statistiche e Firefox è un prodotto conosciutissimo.

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